Rassegna stampa
SOS giovani: lasciano lo sport già a 11 anni. Ma la corsa va in controtendenza
RunnersWorld.it - 08.06.2026
L'allarme è lanciato. Gli adolescenti italiani iniziano ad abbandonare l’attività sportiva già a partire dagli 11 anni: si chiama “drop-out sportivo”, un fenomeno che in passato tendeva a manifestarsi intorno ai 16 anni, ma che oggi arriva sempre prima e colpisce già la fascia 11-14 anni, una delle più delicate per la costruzione del rapporto tra ragazzi, movimento, socialità e benessere.Una lettura molto preoccupante che emerge da una ricerca dell’Osservatorio Valore Sport, presentata a Treviso nell’ambito dello Sport Business Forum 2026. Di fronte a tutto questo, però, c’è un fenomeno che sembra andare in controtendenza: il running. I numeri della corsa tra i ragazzi, infatti, vanno sempre più verso l’alto. Ma andiamo con ordine. Drop-out sportivo, i numeri che preoccupanoSecondo i numeri elaborati da Teha Group su base Istat 2025, in adolescenza la pratica sportiva cala progressivamente con l’aumentare dell’età: nel 2024 ha praticato sport il 75% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, si scende poi al 66% tra i 15 e i 17 anni e al 56% tra i 18 e i 19 anni. Cresce il tasso di abbandono: 9% nella fascia 11-14 anni, 16% tra i 15 e i 17 anni, fino al 28% tra i 18 e i 19 anni.Pubblicità - Continua a leggere di seguitoFulvio Matteoni, partner di Osservatorio Valore Sport, spiega: “I dati a nostra disposizione fotografano una frattura precoce, proprio negli anni in cui lo sport dovrebbe consolidarsi come abitudine stabile, strumento educativo e presidio di salute, una parte crescente dei ragazzi si allontana. Il fenomeno non riguarda quindi soltanto il mondo dello sport, ma intercetta un tema più ampio di crescita, socialità, benessere psicofisico e qualità della vita delle nuove generazioni”.Le cause dell’abbandono, secondo lo stesso studio, si concentrano in cinque ambiti che ruotano attorno all’adolescente: famiglia, scuola, allenatore, centro sportivo e quartiere. Il nodo non riguarda tanto la carenza di impianti e infrastrutture, ma piuttosto la cultura del movimento e l’accessibilità “soft”, cioè la capacità di rendere lo sport desiderabile, sostenibile e compatibile con la vita quotidiana dei ragazzi. Abbandono dello sport come combatterlo: progetto per le cittàEd ecco che da qui nasce “Insieme contro il drop-out sportivo”, un’azione sviluppata dall’Osservatorio per contrastare l’abbandono precoce tra gli adolescenti. Il progetto? Sarà un road show nelle città italiane, già realizzato a Como e Padova, con nuove tappe in programma a Genova, Torino, Ferrara, Modena, Napoli e Palermo.Alla base c’è un metodo di lavoro che parte dall’ascolto diretto degli studenti nei licei e negli istituti tecnici per individuare le cause reali dell’abbandono. I risultati poi verranno condivisi con gli stakeholder del territorio, come Sport e Salute, Coni, Cip, Comuni, allenatori e manager sportivi. L’obiettivo è quello di arrivare a un vademecum di 10-12 azioni rivolte alle amministrazioni locali.Il fenomeno corsa va in controtendenzaSOPA Images//Getty ImagesMa, come anticipato, in tutto questo scenario, il fenomeno della corsa legata ai giovani sembra proprio andare nel verso opposto, con la generazione Z che si sta avvicinando sempre più al running con grande ambizione. L'organizzazione no profit che organizza la Maratona di New York ha comunicato che nel 2024 oltre 12mila ventenni si sono iscritti alla gara, l’anno precedente erano "solo" 9.987 e nel 2022 invece 8.039.Pubblicità - Continua a leggere di seguitoI giovani corrono sempre più maratone per sfida personale, ricerca di un senso di comunità e benessere, e anche per celebrare l’impresa sui social. Impazza il fenomeno dei Run Club, veri e proprio centri aggregativi tra i ragazzi tra una corsa e un momento di socialità, che può essere una colazione o un aperitivo finale.Impazzano le iscrizioni a Maratone e Hyrox. Un esempio? Prendiamo i dati del sorteggio della Maratona di Londra del 2026: tra i britannici, la fascia d'età più rappresentata è stata quella delle donne tra i 20 e i 29 anni. Oltre 179mila candidature con più di un candidato britannico su tre che ha meno di trent’anni. Il report Year in Sport di Strava, uno dei più importanti rapporti sul mondo sportivo, dice chiaramente che la corsa è stato lo sport per eccellenza del 2025 e la Gen Z, ovvero i nati dal 1997 al 2012, quella che ha corso di più. Nel 2025, i giovanissimi hanno rappresentato il 38% dei runner iscritti in gare di 5 chilometri, il 39% nelle 10K, il 31% nelle mezze, il 33% nelle maratone. In Italia, la situazione non è diversa. Prendiamo la Maratona di Roma che il 22 marzo ha stracciato ogni record con i suoi 36.000 runner. E la Gen Z ha fatto la voce grossa: 8.555 tra i 20 e i 29 anni, il 23,81% degli iscritti, dietro solo alla fascia 30-39 anni, 11.238 (31,28%).Sedentarietà in Italia, segnali positiviTornando al fenomeno del drop-out sportivo, tuttavia qualche segnale di miglioramento c’è. Secondo gli ultimi dati Istat elaborati da Teha Group, la sedentarietà in Italia si sta progressivamente riducendo: la quota di popolazione che non pratica alcuna attività fisica è passata dal 40,0% del 2015 al 35,1% del 2023, fino al 32,8% del 2024, con 4,7 milioni di persone in meno che non praticano alcuna attività fisica nell’arco di dieci anni, di cui 1,2 milioni solo nell’ultimo anno.In questo scenario, il Veneto rappresenta uno dei territori più avanzati: è la terza regione meno sedentaria d’Italia, con una quota di popolazione inattiva pari al 21,3%, nettamente inferiore alla media nazionale, preceduta solo da Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.